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Rivestire il divano: come orientarsi tra le molte proposte

Scegliere il divano non è sempre un’operazione semplice. Esistono molti fattori che possono aiutare e indirizzare verso il modello più adatto alle proprie esigenze. Per prima cosa si deve capire quale forma, quali dimensioni e quale rivestimento si predilige. Altri elementi importanti sono il colore e la lavorazione, questi non influiscono esclusivamente sul fattore estetico ma possono rendere necessarie cure in più e una maggiore manutenzione. Scegliere i trattamenti migliori alle volte può anche aumentare la durata e la praticità del divano scelto.

Per prima cosa è importante cercare di capire la differenza che intercorre fra le varie tipologie differenti di tessuti, non si tratta di un’operazione semplice, soprattutto se siamo alla ricerca di alta qualità e alti profili prestazionali. Per orientare al meglio la scelta è necessario tener conto delle proprie abitudini quotidiane, infatti alcuni tessuti necessitano un’elevata manutenzione domestica.

divano componibile

Habart di Maxdivani – divano componibile con schienale reclinabilee seduta trapuntata con doppia cucitura

Vi consigliamo quindi di affidarvi a rivenditori affidabili, questi saranno in grado di fornirvi tutte le indicazioni necessarie per trovare un tessuto che ben si adatti alle vostre esigenze e al vostro stile di vita, in più ricordatevi sempre di leggere attentamente le indicazioni riportate sui campioni del tessuto, in modo tale da essere ben informati sull’effettiva manutenzione necessaria.

Le fibre naturali sono normalmente quelle più impiegate per la realizzazione dei rivestimenti dei divani, fra queste sicuramente le più utilizzate sono il lino e il cotone. Naturalmente è facile trovare in commercio tessuti a composizione mista con l’aggiunta di fibre di tipo sintetico, come viscosa o poliestere. Non vi dovete stupire di ciò: l’utilizzo di fibre sintetiche serve principalmente per aumentare la resistenza del tessuto.

Com’è strutturato un divano al suo interno

Normalmente la struttura del divano è costituita da un telaio in legno, di solito si usa il massello di abete.

Rivestire il divano

Erasmo di Natuzzi – linea essenziale e seduta larga, allo schienale può essere aggiunto un poggiatesta

In alternativa è possibile trovare strutture realizzate in tubolare metallico. Le parti principali che compongono il divano sono la base e lo schienale, questi due elementi possono essere distinti e assemblati con le tecniche più disparate, oppure possono essere un unico blocco. Solitamente l’intera struttura del divano è rivestita con pannelli di tamponamento realizzati in multistrato o più semplicemente in truciolare.

Per la seduta di solito si utilizzano delle cinghie elastiche in grado di garantire un effetto molleggiato.

L’imbottitura del divano che riveste schienale e sedile deve assolvere a requisiti di morbidezza e resistenza a compressione nei diversi punti di appoggio, queste due caratteristiche devono essere in giusto equilibrio prestazionale.

Il materiale dell’imbottitura è di norma poliuretano espanso di tipo indeformabile, questo materiale viene fornito a densità differenziate.

L’appoggio a livello dello schienale deve essere più morbido rispetto al resto del divano, per questo in quell’area viene aggiunto uno strato di materiale morbido: solitamente si utilizza ovatta acrilica, oppure si possono utilizzare piume d’oca in mix con fibre cave di poliestere siliconato.

Tutti i cuscino sono poi completamente rivestiti da una prefodera normalmente realizzata in velluto con poliuretano.

Il rivestimento sceglietelo sfoderabile

Vi consigliamo di scegliere sempre fodere di tipo sfoderabile. La possibilità di togliere completamente il rivestimento rende più agevole la cura del divano, in particolare se si tratta di elementi di tipo componibile.

Valutate sempre bene se il sistema utilizzato per togliere e rimettere le fodere nella posizione originale risulta semplice e agevole, in più valutate attentamente anche il tipo di materiale della fodera. Molte di queste possono essere tranquillamente lavate con acqua, altre invece necessitano un lavaggio a secco.

Upgrade di Calligaris - divano componibile con struttura in massello di abete completamente sfoderabile

Upgrade di Calligaris – divano componibile con struttura in massello di abete completamente sfoderabile

Ricordatevi che ogni materiale ha sempre bisogno di una manutenzione specifica, vi consigliamo di seguire attentamente le indicazioni di cura e di lavaggio se volete mantenere a lungo il rivestimento del vostro divano, solo così potrete mantenere una buona tenuta.

Come abbiamo già accennato in precedenza potete effettuare controlli sul tipo di manutenzione necessaria direttamente al momento dell’acquisto: i campionari di stoffa accompagnano sempre il divano, ed è proprio lì che troverete le indicazioni di composizione, lavaggio e manutenzione, nonchè di eventuali trattamenti sporadici.

Può capitare, anche effettuando il lavaggio in maniera scrupolosa, che il tessuto modifichi leggermente le sue caratteristiche iniziali; vi consigliamo quindi di lavare sempre insieme tutte le parti della fodera, in modo tale da garantire quantomeno un risultato uniforme.

Non tutti lo sanno ma tra i rivestimenti sfoderabili e lavabili rientrano sia la microfibra che l’eco pelle. I divani in pelle invece hanno per la maggior parte una fodera fissa, anche se spesso si trovano modelli con alcune parti – come per esempio i cuscini – sfoderabili.

I trattamenti che ne migliorano la qualità

divano componibile,sfoderabile

Lord di Doimo Salotti – rivestimento sfoderabile in tessuto melange cotone, lavabile a 30°

Normalmente i tessuti di rivestimento dei divani si classificano in tre differenti macrocategorie d’appartenenza, che variano a seconda della complessità della lavorazione. Si passa dalla più complessa a quella più semplice: jacquard, uniti e stampati.

Tutti i tessuti utilizzati per realizzare le fodere vengono scrupolosamente sottoposti a test di resistenza all’abrasione, anche delle cuciture se ne testa la resistenza, così come si verifica la solidità dei colori utilizzati.

Esistono poi delle scale di punteggio che caratterizzano ogni differente aspetto, a seconda del punteggio stabilito la scala di valori indica la quantità più o meno alta del tessuto utilizzato, in base a questa scala varia molto anche il prezzo. A seconda anche del materiale che compone il tessuto questi vengono normalmente classificati in categorie che si identificano con delle lettere o con dei numeri: per esempio la definizione A e 1 corrisponde ad una versione di tessuto base.

Esistono dei trattamenti specifici in grado di aumentare le caratteristiche prestazionali dei tessuti. Fra quelli più utilizzati c’è naturalmente l’antimacchia, l’antipolvere, l’antibatterico e l’idrorepellente. Esiste poi un trattamento specifico utile ad evitare che le fibre di lino e di cotone si stringano in fase di lavaggio: la sanforizzazione.

Adam di Calia Italia - divano componibile con struttura in abete e doppio rivestimento in cotone e sintetico

Adam di Calia Italia – divano componibile con struttura in abete e doppio rivestimento in cotone e sintetico

Normalmente tutti questi processi agiscono sul tessuto per migliorarne le prestazioni, senza però modificarne l’aspetto e neanche la qualità. Spesso i trattamenti particolari ai quali si sottopone il tessuto vengono elencati sulle etichette del prodotto, in modo tale da avere una descrizione completa del trattamento eseguito e dei benefici che questo comporta al tessuto.

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