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Il packaging design: elemento essenziale del prodotto

La funzione dell’imballaggio è piuttosto semplice: serve per rendere efficiente e sicuro il trasporto delle merci durante il processo di stoccaggio e vendita. Naturalmente si tratta di una parte importante ed imprescindibile del processo di lavorazione e di produzione del prodotto.

E’ solo a partire dalla seconda metà del XX secolo che il packaging ha assunto un valore simile a quello che gli si attribuisce ai giorni nostri. E’ proprio in quel periodo che le aziende produttrici hanno iniziato a rendere l’imballaggio un mezzo specifico per identificare il proprio prodotto.

Nasce il concetto di Branding

La nascita del packaging inteso come possiamo intenderlo ai giorni nostri era inevitabile in un periodo nel quale il mercato si stava allargando e la diversificazione del prodotto si rendeva necessaria. Quando sul mercato esistono più prodotti simili diventa necessaria una differenziazione, un modo per invitare il cliente alla scelta di uno piuttosto che dell’altro. Ed è qui che entra in gioco l’importanza della “confezione”.

packaging design,

Caffè Hag Alfred Runge & Eduard Scotland

E’ proprio nella seconda metà del XX secolo che bottiglie, barattoli, vasi e qualsiasi sorta di contenitore si “veste” con nomi, marchi ed etichette. Capita anche di andare oltre e vedere la comparsa di slogan sempre più fantasiosi che spesso decantano le qualità impagabili del prodotto.

Ormai è il mercato che chiede un packaging sempre più sofisticato e diversificato, le aziende non possono far altro che assoldare i migliori designer e grafici in circolazione e chieder loro di realizzare confezioni sempre più accattivanti. Ma non ci si ferma solamente alla confezione del prodotto in vendita, si va ben oltre e ci si spinge fino all’elaborazione di una più completa corporate identity che spesso investe l’intera casa produttrice.

Si tratta del modo giusto per differenziare il proprio prodotto all’interno di un mare di prodotti tutti uguali. In questo senso vale la pena ricordare le campagne pubblicitarie di successo del caffè Hag realizzate da Alfred Runge & Eduard Scotland: la visibilità del prodotto raggiunse il grande pubblico, orientandolo facilmente all’acquisto.

Il fattore “scaffale”

Un passo fondamentale per il mercato è stato il passaggio su larga scale dell’industria alimentare; ciò ha comportato un enorme cambiamento nelle abitudini non solo alimentari del consumatore. In questo senso il packaging ha rivestito un doppio, importantissimo, ruolo: da una parte è diventato un elemento necessario per proteggere le merci da manipolazioni esterne di qualsiasi tipo, dall’altra si è distinto come strumento necessario per far si che il prodotto assumesse un’identità precisa e riconoscibile, senza comunque dimenticare l’aspetto gradevole necessario.

Il fattore scaffale

Il fattore scaffale

Grazie all’apertura dei mercati, e all’enorme diffusione di una miriade sterminata di prodotti, è diventata una necessità che il packaging diventasse estremamente facile da produrre ed economico, soprattutto in relazione al valore del prodotto. Facilità di produzione e costo basso sono sempre stati vincolati al rispetto di importanti standard stabiliti per legge per quanto riguarda le caratteristiche di sicurezza degli imballaggi.

Grazie a questa sovraesposizione di prodotti anche il consumatore ha variato i suoi comportamenti, iniziando a porre molta più attenzione anche alla veste grafica di quello che acquistava. Pian piano anche i creativi del settore hanno assunto specifici stili grafici per promuovere intere famiglie di prodotti: nasce l’identità di marca, che spesso integra prodotti molto diversi ma appartenenti ad uno stesso brand.

Aumentando in modo esponenziale il numero di prodotti immessi sul mercato è inevitabile l’aumento della competizione tra i diversi prodotti, si tratta di una vera e propria guerra combattuta sugli scaffali dei supermercati per aggiudicarsi la maggiore fetta di mercato e il più alto gradimento da parte del pubblico.

Si inizia quindi a parlare di “fattore scaffale”: i grafici iniziano ad usare in modo sempre più sapiente i colori gusti, i caratteri giusti e le immagini giuste in grado di attirare il più possibile l’attenzione del consumatore. Si da spazio anche ad un altro importante elemento: il design del contenitore, spesso particolarmente delicato (soprattutto in caso di prodotti alimentari deperibili).

La sicurezza a partire dal Tetra Pak e il problema dei rifiuti

La sicurezza, soprattutto alimentare, diventa un requisito fondamentale nella progettazione delle confezioni. Un passaggio molto importante in questo senso è senza dubbio l’invenzione del Tetra Pak (poco materiale, massimo grado di igiene): fu il dottor Ruben Rausing ad inventarlo nel 1951.

Gli anni successivi videro lo sviluppo della maggior parte delle materie plastiche, queste in poco tempo sostituirono i contenitori di ceramica e di vetro: troppo costosi e meno sicuri. La plastica è sicura, maneggevole, pulita, isolante ed economica: perfetta soprattutto per contenere sostanze liquide.

Tetra Pak

Tetra Pak

Un altro elemento spesso utilizzato per il packaging, che normalmente costituisce il 50% in volume di rifiuti solidi, è il cartone: si tratta di un materiale molto leggero, economico e semplice da utilizzare.

Anche i contenitori in metallo, soprattutto alluminio, sono fondamentali: si tratta di materiali leggeri e malleabili, perfetti per contenere gli alimenti. Essendo in grado di resistere alla perfezione agli agenti chimici e metalli si utilizzano anche per prodotti chimici e per bevande sotto pressione.

Il vero problema del packaging è che purtroppo costituisce la più grande fonte di rifiuti prodotta dall’uomo. E’ importante che designer, consumatori e produttori si orientino verso politiche del riciclo e del risparmio se si vuole cercare di preservare le risorse naturali non solo per noi ma anche per le generazioni future.

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