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ILLUMINARE CASA ad arte: piccole regole da light designer (o quasi…)

Parliamo di illuminazione: a molti verrà subito in mente una lampadina (ricordate il vecchio personaggio disney:Archimede Pitagorico?)

ILLUMINARE CASA

Illuminare casa è un compito da affrontare consapevolmente

Ma si fa presto a dire lampadina. In realtà la pianificazione di una illuminazione artificiale corretta ed adeguata non è affar da poco!

Finalmente in Europa la figura del Light designer sta ottenendo il peso che gli si deve.

Illuminare artificialmente vuol dire rendere un ambiente fruibile all’uomo, destinarlo ad un utilizzo, ma vuol dire anche creare dei volumi, eliminarne degli altri, creare cromatismi che, per forza di cose, si scostano dalla percezione e dalla visione diurna, che per l’occhio umano è la più “naturale”. E pensate a quale responsabilità comporti questo quando si deve illuminare una parete affrescata o un dipinto, un portale fregiato, un giardino all’italiana, una sala operatoria.

Ma tuttavia noi, che non viviamo ne alla Reggia di Caserta e tantomeno alla Tate Gallery, possiamo seguire piccoli consigli per illuminare casa e rendere il nostro ambiente vitale accogliente, riposante, idoneo al regolare svolgimento dei nostri compiti quotidiani, quindi idoneo ad una visione corretta.

Regole per illuminare casa

DESTINAZIONE D’USO E ILLUMINAMENTO

Anzitutto, guardando la nostra bella stanzetta dobbiamo subito chiederci: che destinazione avrà? quale funzione? Trattasi di un quesito fondamentale. Come già detto nei nostri articoli ricordo che ad ogni destinazione d’uso è vincolata ad avere sul piano di lavoro (che di solito si trova a circa 80 cm dal pavimento) un certo livello di illuminamento.

Questo dipende dalla qualità della fonte luminosa (molte lampadine sulla propria confezione riportano il flusso luminoso emesso in Lumen), dalla distanza del piano da essa, ma anche dalla qualità e dal colore del piano.

Sbrigativamente possiamo dire che una superficie più chiara, riflettendo maggior quantità di radiazione, ha più luminanza di una scura a parità di condizioni.

UNIFORMITA’ DELL’ILLUMINAMENTO

Dunque dicevamo: mettiamoci sul varco del nostro ambiente.

Dopo aver stabilito il livello di illuminamento desiderato, in base a tabulati indicativi reperibili anche su internet, facciamo un po’ di attenzione ai livelli cromatici dell’ambiente.

In realtà per garantire l’adeguato rilassamento visivo il contrasto tra oggetti nello stesso campo visivo dovrebbe essere piuttosto contenuto: parlando in termini di luminanze non si dovrebbero mai superare il rapporto di 1/6 tra due zone visibili.

Per lo stesso motivo andrebbero accuratamente evitati puntamenti troppo netti (effetto spot) che costringono l’occhio a mettere a fuoco su una zona molto illuminata e contemporaneamente una scarsamente irradiata, con un notevole stress per l’occhio ma, ATTENZIONE, anche per il cervello.

Per le attività intellettuali o di concentrazione, dunque, assicuriamoci un ottimo livello di uniformità nell’illuminamento.

LE OMBRE

Al di là di effetti scenici, teatrali o drammatici, la nostra casa, o il nostro ufficio, o il nostro garage non è un set. L’ombra è fondamentale nel fenomeno della visione perchè è l’elemento che ci garantisce la percezione dello spazio e dei volumi MA:l’ombra deve essere ponderata.

Vanno evitati stacchi netti, dunque anche le parti ombreggiate devono essere raggiunte da radiazione indiretta. Vi sono poi questioni legate all’angolazione del fascio luminoso che però riguardano aspetti tecnici, che magari riserviamo ad un altro articolo specialistico.

CONTRASTO TRA SUPERFICI

Sovente non è praticabile una assoluta omogeneità delle luminanze superficiali (livelli cromatici delle superfici illuminate). Un contrasto bilanciato è tuttavia auspicabile.

In parole povere: evitiamo accuratamente di avere una scrivania col piano verdone o, peggio, nero: l’elevata luminanza della carta che andremo a consultare di volta in volta costringerà il nostro cervello, nonchè l’occhio, a stress elevatissimi, con conseguenti ripercussioni sui rendimenti.

COLORE

Negli ambienti domestici l’uso del colore della luce rimane tutto sommato arbitrario.

Tuttavia enuncio alcuni semplici principi riducendo la questione ad un fatto di buonsenso.

light designer

Il light designer consiglia luci calde per gli ambienti destinati alla cucina ed agli alimenti in genere.

Per la scelta tra luce fredda o calda dobbiamo sapere che la prima ha una prevalenza di radiazioni tendenti al blu, la seconda al rosso. Dunque possiamo facilmente orientarci sapendo che le prime esaltano le tonalità verde/blu e le altre quelle rosso/gialle. Dunque, a meno che non sia una vostra espressa volontà quella di avere un bel piatto di spaghetti al sugo viola, andranno scelte luci calde per gli ambienti destinato alla cucina ed agli alimenti in genere.

Per le altre zone prendiamoci un po’ più di libertà.

ABBAGLIAMENTO

E’ un fenomeno dannoso che può avere ripercussioni temporanee o permanenti.

Diciamo subito che gli apparecchi destinati all’illuminazione domestica difficilmente possono causare danni permanenti. Evitiamo però di installare fonti non schermate, dove la sorgente luminosa raggiunge luminanze elevatissime che costringono il nostro povero occhio ad un “attacco” violento.

Le soluzioni principali sono due: o schermare la fonte oppure disporla in modo che non sia mai direttamente orientata verso l’osservatore , il signor ICS.

IL LIGHT DESIGNER

Quanto detto in maniera sintetica in realtà può diventare una valutazione abbastanza complessa.

Per chi ne ha la possibilità, la voglia o l’esigenza è sempre possibile rivolgersi a specialisti del settore, LIGHT DESIGNER.

La qualità della luce nell’ambiente umano è un aspetto imprescindibile, assolutamente non un dettaglio.

La luce è un fenomeno umano e la vita dell’uomo ne è fortemente influenzata.

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