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Capire il design del XX secolo con un po’ di storia del design

Il design è una manifestazione della capacità dello spirito umano di trascendere i propri limiti” George Nelson, The problem of Design, 1957.

Design e vita quotidiana: si tratta di una sinergia che da sempre ha attraversato la storia, intrecciando il design con vari fili, a volte catene, alla cultura e al quotidiano. Definire un ambito d’azione singolo del design è impossibile, la sua azione coinvolge oggetti veri e tangibili, così come la comunicazione grafica e una moltitudine di ambienti definibili effimeri che spaziano dai sistemi integrati fino al mondo complesso e in continua evoluzione della tecnologia.

In generale il design può essere qualificato come la concezione e la conseguente progettazione di ogni prodotto di produzione umana, seguendo questo tipo di definizione è facile capire che si può trovare il design ovunque.

Un po’ di storia del design

Le origini del design a partire dalla rivoluzione industriale

Normalmente si fanno risalire le origini del design fino alla Rivoluzione industriale, momento in cui si passo

design del XX secolo

Esempio di Jugendstil

da una produzione di oggetti singoli fatti artigianalmente a mano ad un produzione meccanizzata su larga scala. Prima dell’avvento della Rivoluzione industriale ogni oggetto veniva concepito come opera d’arte, poiché prodotto dalla creatività individuale e non da macchine.

I nuovi processi di produzione più rapidi e meccanizzati implicarono una netta divisione delle competenze: il design fu quindi separato dalla produzione, diventando uno dei molti aspetti immediatamente connessi ad essa.

Naturalmente già a partire dal XIX secolo alcuni riformatori, come per esempio William Morris, erano al lavoro per cercare di unificare teoria e pratica.

Art and Craft, così come Art Nouveau e Jugendstil diedero vita a fiorenti movimenti di design di stampo idealista. Ma fu Walter Gropius, integrando teoria del design e pratica concreta supportata dai nuovi mezzi di produzione industrializzati, a dar vita al design inteso in senso moderno.

Nel 1919 Gropius fondò il Bauhaus (casa dell’Architetto), come risposta alla neo nata cultura tecnologica; l’obiettivo principale era quello di cercare di annullare il divario creatosi tra idealismo sociale e realtà commerciale.

Lei idee del Bauhaus furono portate oltre oceano e sviluppate anche a Chicago con il New Bauhaus, che poi divento Insitute of Design.

Il design applicato alla civiltà moderna e industriale venne etichettato e conosciuto come Modern o International Style.

Antidesign postmoderno

Walter Gropius e il Bauhaus

Walter Gropius e il Bauhaus

Dopo un periodo di netto consenso in favore del design tale movimento “modernista” iniziò a ricevere critiche a partire dagli anno sessanta. Grazie all’Independent Group britannico, all’Antidesign e ai movimenti del Design Radicale si aprì la strada a nuove correnti come il Pop design, il Decostruttivismo e il Postmoderno.

Un elemento fondamentale da tenere sempre presente se si vuol cercare di capire l’evoluzione e la storia del design è che per capire i prodotti del design è necessario comprendere a pieno il momento in cui sono stati realizzati, tenendo conto del contesto sociale, politico, tecnologico e culturale che li contraddistingue. Senza questa premessa preliminare è impossibile comprendere davvero. E’ capitano infatti molto spesso nell’arco dell’intero XX secolo che l’andamento dell’economia abbia influenzato in modo netto il design e lo styling.

Styling e design

A questo punto è importante cogliere l’occasione per sottolineare un altro aspetto importante, cioè la differenza tra design e styling. Lo styling è molto spesso una parte complementare del design, coinvolge fondamentalmente l’aspetto esteriore dell’oggetto, comprendendone per esempio il trattamento delle superfici. Il design è un concetto molto più ampio, alla continua ricerca di semplificazione ed essenziale. A seconda del momento storico si attesta una prevalenza dell’uno o dell’altro elemento. Per esempio in condizioni di crisi economica solitamente prevale il Funzionalismo, e quindi l’assoluta attenzione per il design. Se i periodi storici sono di prosperità è più facile che prevalga l’antirazionalismo, cioè lo styling.

L’evoluzione del processo di produzione

A partire dal XX secolo la richiesta delle aziende si è sempre più orientata alla ricerca di prodotti competitivi, influenzando sia design che designer durante il processo di progettazione. La pressione sempre più forte ha portato molti designer ad operare al di fuori degli schemi produttivi ormai consolidati, orientando il

Pop Design

Pop Design

loro prodotto soprattutto alla creatività più che alla vendita su larga scala.

E’ importante sottolineare questo aspetto in modo tale da comprendere l’importanza insita nel design stesso: non si tratta infatti di un mero prodotto realizzato secondo una produzione meccanizzata, è anche un modo per esprimere idee e convinzioni. E’ questo l’effettivo valore del design che lo rende uno strumento di comunicazione ottimale tra designer e consumatore stesso.

Non esiste una teoria o un’ideologia unitaria in grado di comprendere il design. Si tratta di idee pluralistiche in continuo dibattito e crescita. Spesso le opinioni riguardanti tecnologia e processo industriale sono in netto contrasto, e questi contrasti per la maggior parte delle volte sono senza soluzione.

Il design va quindi analizzato come processo mutevole e influenzabile dai tempi e dalle situazioni. Ogni soluzione suggerita dal design è quindi effimera e strettamente legata ai bisogni di una società in continua evoluzione.

Ci piace pensare che il bello del design e delle sue molteplici forme stia nel fatto che, nonostante si siano già raggiunte soluzioni ottimali, c’è sempre la possibilità di trovare un modo migliore per fare la stessa cosa.

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