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Alla ricerca della forma: il design organico

Si iniziò a parlare per la prima volta di un approccio organico al design nel XIX secolo. Si tratta di un design di tipo sperimentale di tipo olistico e umanistico, le prime applicazioni in architettura sono da attribuirsi a due maestri: Charles Reinne Mackintosh e Frank Loyd Wright.

Un nuovo approccio. Un nuovo metodo di lavoro

Si può parlare di un approccio all’architettura, estendibile a qualsiasi campo, del tutto nuovo e rivoluzionario: si trattava di trovare soluzioni totalmente integrate in grado di dar vita a progetti architettonici dove l’effetto totale fosse qualcosa in più rispetto alla semplice somma delle parti distinte.

Design organico e utilizzo del legno - A. Aalto

Design organico e utilizzo del legno – A. Aalto

Non si consideravano più le singole parti dotate di una singola funzione da assolvere. Il valore era dato dall’opera nella sua totalità; l’idea sottesa a questo novo metodo di approcciarsi era che l’opera stessa, nonostante fosse una produzione dell’uomo, potesse essere in grado di trasmettere lo stesso fascino insito all’interno della natura.

L’interazione tra singoli oggetti con il contesto nel quale venivano collocati, sia a livello visivo che funzionale, era la parte fondamentale di questo nuovo modo di vedere. Questo approccio valeva sia per i mobili all’interno di una stanza che per l’edificio all’interno dell’ambiente che lo circonda: tutto deve essere in armonia con il contesto e l’armonia può essere creata grazie alle proporzioni, alla scelta di determinati materiali e attraverso la scelta attenta del colore.

Le forme organiche come fonte di ispirazione

In questa fase iniziale lo sviluppo di forme organiche vere e proprie non viene approfondito più di tanto, rimane forte l’interazione con la natura come principale fonte di ispirazione con l’architettura e il design.

Alvar Aalto Villa Mairea

Alvar Aalto Villa Mairea

Solo tra gli anni ’20 e gli anni ’30, grazie al forte sostegno di Aalvar Alto, la forma riuscì ad adattarsi alla natura, dando vita ad un vero e proprio vocabolario moderno delle forme plasmate sulla materia organica.

Per la prima volta si possono osservare sedie dalle curve morbide ed armoniose da contrapporre al rigoroso formalismo dell’International Style. La differenza è tangibile, non si tratta di una differenza legata solamente alle forme e ai materiali utilizzati, anche per quanto riguarda l’intera produzione progettuale di Alvar Aalto la differenza è da ricercarsi principalmente nell’approccio dedicato al progetto: un rapporto olistico meno legato alla spiritualità ma maggiormente al rapporto emotivo che si crea con l’utente stesso.

Ed è proprio per creare un forte legame con chi dovrà fruire dei suoi mobili e dell’architettura che Aalto sceglie come materiale principale il legno. Lui definì questo materiale come “profondamente umano ed ispiratore di forme”. Seguendo il suo approccio naturalistico rifiutò ogni tipo di materiale prodotto da processi di industrializzazione di massa, tra questi soprattutto il tubolare metallico.

L’eredità di Alvar Aalto

Alvar Aalto è uno di quei rari casi in cui basta un singolo personaggio a cambiare completamente la visione del design stesso, fu solo grazie al suo apporto che nacque il Modernismo Organico, il quale riscosse molto successo soprattutto negli Stati Uniti.

Terminal TWA aeroporto Kennedy

Terminal TWA aeroporto Kennedy

Queste sono infatti le parole utilizzate da Eliot Fette Noyes a proposito del design Organico sul catalogo del concorso Organic Design in Home Furnishing tenutosi nel 1941 al Museum of Modern Art di New York: “L’organizzazione armonica delle parti in un tutto integrato, in base alla struttura, al materiale e allo scopo. Una tale definizione non lascia spazio a ornamenti superflui: la bellezza si esprime in misura altrettanto grande nell’ideale scelta dei materiali, nella raffinatezza visiva e nell’eleganza razionale degli oggetti destinati all’uso”.

Design organico nel dopoguerra

Lo studio approfondito del design organico influenzò in maniera rivoluzionaria il campo dell’arredamento, in più le forme organiche erano perfette per rispondere in maniera adeguata alla maggior parte dei criteri ergonomici. Non si trattava esclusivamente di forma, ma anche di funzione.

Le applicazioni pratiche del design organico in campo architettonico videro la punta più alta con la realizzazione del Terminal realizzato dalla TWA all’aeroporto Kennedy, reputato ancora come uno degli edifici più straordinari del XX secolo.

Biomorfismo

Embyro Chair -Esempio di Biomorfismo

Negli anni ’60 in design organico diede vita al Biomorfismo e negli anni ’90 alimento il rapporto tra dati ergonomici – antropometrici e design (grazie anche all’avvento di software CAD/CAM).

L’ironia sottesa al design organico è nell’utilizzo delle materie plastiche per la sua migliore realizzazione, gli unici in grado di rappresentare al meglio l’essenza astratta della natura stessa, rafforzandone ovviamente la funzionalità.

La vittoria, e il successo, del design organico va ricercato però non tanto nella bellezza o nella funzionalità dell’oggetto, ma più che altro nel rapporto profondo, spesso inconscio, che questo oggetto riesce a creare con chi lo usa, agendo direttamente sul senso primordiale che la natura è in grado di attivare.

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