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Imbottitura: guida alla scelta dell’imbottitura per divani,poltrone cuscini

l'imbottito, amico del nostro relax, va scelto con cura e consapevolezza

Come scegliere l’imbottitura per un buon relax

Dedicato a tutti i nostri momenti di relax e alle nostre relazioni con gli altri. Incaricato di scandire i nostri spazi ed a personalizzare i nostri ambienti. Avete mai notato quanto un divano assomigli al suo padrone?

Infatti, prima di scegliere il proprio “amico-imbottito” è necessario, se non si vuole rimanere delusi, pensare alle proprie priorità, le quali sicuramente potranno essere soddisfatte da una scelta ben ponderata.

Un imbottito racchiude in sé una struttura molto complessa, composta dall’integrazione di parti fondamentali: la struttura portante, l’imbottitura, il rivestimento.

struttura portante

Lo scheletro che sostiene, o struttura portante, va considerato con molto riguardo, perché contribuirà in modo determinante alla longevità, al comfort, insomma al valore dell’imbottito. Nascoste o a vista, le strutture portanti possono essere costituite da materiali metallici, alluminio o acciaio, quando si vogliono preferire forme più leggere, snelle, mentre il legno massello rimane validissimo qualora si cerchi un oggetto visivamente importante, voluminoso, rassicurante. I masselli comunemente usati sono legno e pioppo.

imbottitura

Una imbottitura atta a garantire un equilibrato comfort, che non sprofondi ma che non sia

quella in piuma è una imbottitura datata, ma ancora valida

eccessivamente rigida, è un elemento dal quale non si può prescindere. Al momento la varietà delle possibilità è oceanica:dal poliuretano espanso si va al lattice a portanza differenziata, che sacrifica relativamente l’economicità a favore di un livello di confort dedicato ai più esigenti.

Anche se non più giovanissimo, rimane comunque efficiente il Waterlily, ampliamente utilizzato per le imbottiture grazie alle spiccate qualità ignifughe e alle sue qualità tattili, e grazie inoltre alla sua morbidezza ed alle proprietà traspiranti.

Comunque tuttora la presenza della piuma è insostituibile: conferisce una morbidezza notevole, anche se applicata sopra l’imbottitura vera e propria, tra quest’ultima e il rivestimento, e conferisce spiccate qualità antifiamma.

In mancanza di questa si può comunque optare per l’ovatta acrilica, comunque valida ma forse un pochino meno confortevole.

rivestimenti

Per la scelta del rivestimento, beh, è cosa gradevole ma non facile. Il mercato offre possibilità

la scelta finale è racchiudere in un unico oggeto una serie di opportune considerazioni

innumerevoli, ma comunque cercheremo di raggruppare le soluzioni in base ad esigenze, secondo noi generalmente prioritarie, di praticità, tatto ed effetto estetico.

Generalmente le gamme di scelta comprendono pelle, tessuto e microfibra.

Per quanto riguarda la praticità, sarebbe vantaggioso prendere in considerazione un rivestimento removibile, il cosiddetto imbottito sfoderabile. È possibile “pescare” tra tutte e tre le possibilità, magari considerando che la pelle, se non opportunamente trattata, è più soggetta degli altri tipi di rivestimento alla temibile”macchia”. Per quanto riguarda tessuto e microfibra, nella maggior parte dei casi si tratta di rivestimenti lavabili a mano o in lavatrice,o a freddo, ma comunque dai quali è piuttosto facile rimuovere le macchie che, prima o poi, il tempo porterà. La sfoderabilità è vantaggiosa anche sotto il punto di vista dell’adattabilità all’ambiente ed all’evolversi delle esigenze: pensiamo per esempio alla presenza, per motivi vari, di bambini piccoli in casa, e a quanto potrebbe essere vantaggioso sostituire il rivestimento magari bianco candido del nostro divano, con uno di un colore più vivace e meno delicato. In alternativa potremmo comunque cintare il candido oggetto, o transennarlo. Pare funzioni comunque.

I tessuti di rivestimento si possono dividere in tre macrogruppi: lisci, operati e vellutati. È possibile scegliere tra diverse caratteristiche e qualità, dalla resistenza all’abrasione, alla resistenza alla luce e allo scolorimento, alla formazione del pilling (palline di fibra sulla superficie).

Per quanto riguarda la pelle, oggi è possibile ricorrere anche a rivestimenti removibili. Un po’ di attenzione bisogna prestarla alla pelle colorata, particolarmente soggetta, col tempo, alle alterazioni di colore. Comunque, bisogna dirlo, presenta buone qualità traspiranti ed elastiche. Per chi proprio non vuole rinunciarvi è consigliabile sempre informarsi sull’origine dell’animale.

E infine come non parlare dell’Alcantara, rivestimento dall’ampissimo spazio sul mercato. Molto apprezzato per le sue caratteristiche sensoriali, spicca anche per i continui miglioramenti tecnologici. Si tratta di un tessuto-non tessuto di origine sintetica e la gamma di finiture è molto ampia: è consentita la tintura, il fissaggio, i trattamenti ignifughi ed idrorepellenti, come quelli antistatici o ammorbidenti. Insomma, un mondo a sé.

Bene, a questo punto abbiamo già deciso se acquistare una struttura portante in legno o in metallo, con una imbottitura sintetica, o naturale. Ed abbiamo deciso il colore del nostro rivestimento. È fatta?

E no! Manca una valutazione determinante.

Componibile o no?

E se si, come?

I sistemi componibili possono essere riconfigurati in ogni momento, ma occorre valutare bene la combinazione di pezzi da acquistare. Per esempio gli elementi angolari sono un bel vincolo per una successiva ricombinazione, sono gradevoli d’aspetto ma tolgono, tra l’altro, spazio per un eventuale piano d’appoggio, e comunque vincolano le configurazioni ottenibili. Però sono validissimi nei momenti conviviali, capaci, come sono, di creare una nicchia raccolta per la conversazione.

In ambienti ridotti sono sempre utili soluzioni trasformabili o multifunzionali: divani che si trasformano in letti, o che sono anche contenitori, morbidi braccioli che in realtà sono anche efficienti piani d’appoggio portano il comfort anche dove c’è poco spazio.

Sapete che vi dico? Con tutto questo parlare di morbidezza non posso più resistere: vado a testare il mio caro divano.

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