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Il tappeto Orientale

Riconoscere un tappeto orientale

La continua ricerca tecnologica e la ricerca di design innovativo portano all’eliminazione di particolari superflui nell’arredo, cercando la massima pulizia spaziale, cercando l’essenzialità.

Ad un primo pensiero il tappeto, con il suo sapore antico, stona in un contesto del genere in cui il design è estremo nelle sue ricerche di minimalismo e concezioni futuristiche.

Ma il tappeto, con le sue forme e tessuti semplici, regala ad un ambiente il calore ed il senso di accoglienza che alcune stanze della casa richiedono.

Storia e provenienza dei tappeti

L’arte del tessere sembra provenga da antiche popolazioni indiane poi trasmessa agli assiri. Gli Egiziani inventarono il telaio e persino gli etruschi ne conoscevano i segreti.

tappeto tipo holbein

La nascita della tradizione dell’annodatura viene solitamente indicata tra il 1500 ed il 1600 d.C., in realtà tappeti venivano usati in epoca sumera cioè nel IV secolo a.C., ed i primi lavori tessuti a telaio sono all’incirca del 2100 a.C..

Il grande sviluppo si ha in Persia sotto il regno di Ciro, circa nel V secolo a.C., di cui si hanno tappeti in fili d’ora ed argento.

La diffusione del tappeto si ebbe anche grazie alla cultura dell’arredo interno, cioè escludendo quasi totalmente il mobile e riempiendo gli spazi con ceramiche o tessuti di cui i tappeti sono opere d’arte.

Tra il XV e XVIII secolo si avrà invece il periodo di massima fioritura e sviluppo del tappeto, dall’Anatolia con i famosi Holbein all’Iran dei tappeti di seta colorata detti “polacchi”, India con i tappeti “portoghesi” o Goa. Nel 1800 al tappeto viene riconosciuta la sua arte e non solo complemento di arredo.

Il tappeto viene identificato ancora oggi con la Persia, e la Persia con l’Iran.

In realtà la Persia era un territorio sconfinato che comprendeva parti di India,Cina, Europa dell’Est come Romania e Bulgaria, poi anche Turchia, Caucaso ed i paesi il Turkenstan ed Afghanistan.

L’annodatura

La tecnica realizzativa del tappeto è di origine persiana, del Turkestan. Si allacciano nodi fittissimi e stretti ad un tessuto di base, in modo da creare una superficie folta che ricopra il fondo, il “vello”.

Questo tessuto di base è formato da fili tesi su un telaio (trama – odito) che si intersecano fra loro formando la “catena”.

il Telaio

Materiale

Il materiale è storicamente la lana di pecora, e tutt’oggi è in uso, per l’annodatura. Il tessuto di base invece è il cotone.

E’ anche il numero di nodi a dare il valore ad un tappeto: si va da circa 500 nodi per decimetro quadrato fino ai 10.000 nei tappeti in seta del 1600.

Tintura

Questo passaggio è fondamentale per la nascita di un tappeto. Gli infusi che donavano colori particolari erano tenuti segreti e tramandati in famiglia. Misture di radici, bacche ed insetti: dalla coccinella il rosso,  la curcuma per il giallo ne sono esempi.

Molti i particolari che movimentavano i colori, come temperatura e durata dei bagni nella tinta.  Questa variazioni portano alle “abrage” o cambi di colore.

Dalla fine del 1800 però i coloranti sintetici hanno soverchiato il modo naturale di tinteggiare, anche per la loro capacità pressochè illimitata di offrire tonalità e qualità.

Le tipologie di tappeti

Le tipologie di tappeti sono molteplici. Le più conosciute sono per bellezza e lavorazione quelle persiane, quindi Kashan, Kerman, Isfahan e Tabriz ovviamente tutte di lavorazione artigianale.

Ma dagli anni ’60 e ’70 il tappeto si è diffuso sempre più anche grazie ad aziende italiane che importano e promuovono queste opere d’arte. Proprio per soddisfare queste nuove esigenze aziende iraniane si sono evolute, cercando nuove tendenze pur rimanendo artigianali. Nascono quindi tappeti di disegno contemporaneo ma tessuti a mano.

Il tappeto orientale si può inserire in ogni contesto di disegno d’arredo, da quello classico a moderno, poiché non è solo un tessuto ma un opera d’arte.

Un tappeto persiano di ottima fattura, quindi con un alto numero di nodi per decimetro quadrato, ne garantisce la resistenza. Può essere usato nelle zone della casa in cui si sfrutta molto il pavimento oppure può essere inserito in un ambiente come il soggiorno o la camera da letto per impreziosirne l’estetica.

Tappeto tipo Tabriz

Come riconoscere il tappeto

Hand – knotted : la fattura è artigianale, a mano. Più alto sarà il numero di nodi, maggiore il suo valore, viene misurato in Raj ogni 7 cm lineari. (il tappeto commerciale ha circa 20 raj, quello di qualità 90). Il materiale usato è solitamente la lana, come da tradizione, ma anche la seta.

Esistono due tipologie di annodatura: Senneh o nodo persiano e Ghiordes o nodo turco.

Per riconoscerlo basta esaminare il retro: deve avere fitta trama, così il disegno è visibile anche sul retro e piccole irregolarità e frange.

Hand – tufted: taftati a mano, in lana/acrilico sono meno preziosi dei tappeti annodati. Si riconoscono dal tessuto in tela che riveste il retro del tappeto e il vello viene applicato ad aria compressa.

Machine – made: tessuti con telai automatici con fibre sintetiche. Meno pregiati dei manufatti ma con alte qualità di resistenza.

Hand – hooked: tessuti con uncino, con la tecnica dei taftati ma in questo caso il vello non è rasato ma è a tessitura a riccio. Il retro è più leggero perchè non si usa la tela sul retro come i taftati.

Shaggy: facilissimo da riconoscere per la sua forma a “spaghetti”, molto in voga negli anni ’60 e di ritorno ora sul mercato. Il vello è molto lungo, fino a 7 cm, in lana o materiali sintetici.

Nella scelta del tappeto non si deve pensare al disegno od ai colori esistenti nello spazio di casa. Il tappeto può essere un elemento a se, particolare nella sua bellezza.

Deve anzi con colore e particolarità carpire lo sguardo, come se fosse un fiore od un dipinto.

Esempio tema tappeto Nain

Prima di acquistare un tappeto si abbia solo l’accortezza di capire il dimensionamento necessario, ve ne sono in mercato di molteplici taglie.

Nella scelta si pensi anche a se si vuole utilizzare il tappeto come elemento decorativo o funzionale.

Nel caso si opti per il decorativo allora grandi tappeti, fino a 200 x 290 in soggiorno sono di grande raffinatezza ed impatto. Ovviamente nel caso in cui sia decorativo non lo si usi come sottodivano.

In altro modo si può optare per dei machine-made (anche in Italia sono prodotti) ad alta resistenza per ingressi o sottotavoli in cucina (le dimensioni non devono

intralciare l’uso delle sedie).In tutte le stanze è possibile posizionare un tappeto: come scendiletto funzionale in camera da letto od in centro stanza ma anche nel bagno.

Esempio di arredamento con tappeti orientali

Manutenzione

Il sole danneggia il tappeto, quindi se è possibile, non esporlo per lungo tempo ai raggi solari. Se si ruota il tappeto si evita anche l’usura concentrata in zone specifiche.

Per la pulizia non battere mai i tappeti, se ne rovinerebbero le trame. Usare bensì aspirapolvere.

In caso di macchie, pulire nell’immediato con acqua tiepida ed un goccio di aceto di vino, per poi sciacquare con spugna ed acqua calda. Oppure rivolgersi a lavanderie specializzate, allungano la vita del vostro tappeto con una pulizia profonda.

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