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Energia eolica:Eolienne di Philippe Starck l’energia eolica sui tetti di tutti

I nostri tetti diventeranno persto piccole centrali eoliche, anche grazie al progetto Eolienne

Energia eolica: un occasione per arredare il tetto

Un nuovo progetto rende l’energia eolica, oserei dire, democratica.

E poi ci si domanda come mai uno diventa una archi-star! Un progetto rivoluzionario, un obiettivo nobilissimo, un oggetto, che è anche una filosofia di progetto, che potremmo concisamente definire bello e buono.

L’oggetto in questione si chiama Eolienne e l’archi-star da cui nasce è Philippe Starck.

In piena coerenza con se stesso, l’architetto e designer francese che, professionalmente parlando, nasce nel 1968 con i suoi mobili gonfiabili, porta sui nostri tetti dei piccoli mulini a vento.

Con la stessa coerenza,poi, li fa belli, in modo tale che nessuno storcerà il naso volgendo lo sguardo in alto anzi, forse molti potranno gioire nel vedere che il vento in quota lambisce le palette verticali del mulino, portando energia ai nostri elettrodomestici, al computer, al caricatore dell’auto elettrica (che presto, si spera, campeggerà nei nostri garage) senza transitare affatto da alcuna fonte di inquinamento. Niente male e?

Anzi bene davvero se si pensa che il dispositivo sopperirà al 70-80% del fabbisogno energetico domestico!

Philippe Starck, M. Formento

PROGETTO EOLICO FRANCESE, PRODOTTO ITALIANO

Il progetto è fresco di tecnigrafo, infatti è stato presentato al salone del mobile a Milano lo scorso Aprile.

Ed è stata una azienda italiana, la toscana Pramac, specializzata nella produzione di dispositivi elettrici e componenti per impianti fotovoltaici, a coglierne la portata innovativa e a decidere di mettere subito in produzione il bel dispositivo.

L’azienda, preannuncia, metterà in vendita il mulino a vento per tetti ad un costo che si aggirerà tra i 500 e gli 800 euro, e sarà reperibile anche in molti supermercati.

La bellezza intelligente alla portata di tutti è così una prerogativa raggiunta ancora una volta, dobbiamo ammetterlo, da Starck. L’international Herald Tribune ha fiutato subito e ha dedicato subito a Eolienne una intera paginata.

L’OCCHIO AVRA’ LA SUA PARTE

Proprio mentre si consumano confronti, e a volte scontri, sull’ubicazione dei grandi campi eolici, l’idea di Starck cade a fagiuolo, e cadendo si infilza tra le tegole.

Il windmill è fatto di plastica trasparente, ha una forma quasi quadrata con i bordi arrotondati, sinuosi e gradevoli, si distingue al massimo per la sua discreta bellezza e non certo per la sua spavalda imponenza, come invece fanno alcune canne fumarie metalliche e annerite, antenne ad personam su edifici che evidentemente non hanno mai considerato la possibilità di impianti centralizzati.

E Starck, perfettamente consapevole del suo successo, afferma: “In linea con il concetto di immaterialità, ho disegnato un windmill molto speciale: bellissimo, la prima turbina eolica quasi invisibile”. Gli perdoniamo l’immodestia.

ECOLOGIA DEMOCRATICA

Eolienne, mulino trasparente di Starck

La produzione di energia eolica, dunque, esce dai consigli di amministrazione e arriva dritta nelle riunioni di famiglia, dove sarà possibile decidere di prodursi fino all’80% di energia da sé, indipendentemente dalle scelte delle grandi compagnie e degli stati.

È intuibile dire come l’apporto energetico effettivo di questo dispositivo eolico dipenda soprattutto dalla ventosità della collocazione, ma in ogni caso è affiancabile ad un impianto fotovoltaico, per continuare a produrre energia anche quando, nelle ore notturne, i pannelli solari godono del loro meritato riposo.

Insomma, più che un progetto si tratta di un inizio di rivoluzione, che affonda le radici già nelle creazioni giovanili del designer, i quali finalmente portavano nelle case di tutti i fino ad allora irraggiungibili oggetti di design, e si dirama in tutta la collaborazione Starck-Pramac.

In cantiere, infatti, c’è anche una nuova generazione di pannelli fotovoltaici, ed una barca a idrogeno, per dare la definitiva conferma , a chi avesse ancora dei dubbi, che l’ecologia non è un sacrificio ma un piacere vero e completo.

L’Herald Tribune, dal canto suo, ha osservato: se Philippe Starck è riuscito ad avere successo con quelli che lui stesso ha definito oggetti inutili, che accadrà ora con questo mulinello? E cosa accadrà dopo la presentazione della barca a idrogeno, già prenotata nel suo prototipo dall’Hotel Bauer di Venezia?

Designer ed ecologisti per ora ringraziano, felici di intravedere in questo ed altri progetti una nuova era, nella quale bellezza e saggezza progettuale sono un tutt’uno indissolubile e non più in conflitto.

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