L’oggetto di design può essere considerato tale se percepibile dall’uomo tattilmente e visivamente, dotato di una forma che risponda al maggior numero dei nostri sensi.
Una manifestazione importante per il design legato alla casa ed all’arredo è Maison & Objet, in cui si possono trovare le nuove tendenze dell’home fashion e tutte le novità degli artisti e design di maggior importanza sul panorama mondiale.
L’area fieristica quest’anno si è implementata con un altro padiglione, progettato da Chaix secondo l’HQE, quindi con un Alta Qualità Ambientale, di 36000 metri quadrati.
Vi è una ricchissima serie di saloni specifici o “scènes d’interieur” con scenografia italiana grazie a Paola Navone, in cui le grandi firme propongono arredo di lusso e le solite stravaganze per catturare l’attenzione del visitatore.
Troviamo anche “Now, design a vivre” che propone oggetti, complementi e mobili innovativi di design, Maison & objet projects in cui si possono avere consulenze d’arredo e Maison & objet outdoor_indoor, dedicato ai professionisti o vendite specializzate.
La tendenza è l’intimità, prima di tutto. In questa esposizione le tendenze dell’anno venturo vengono sintetizzate in un Cahier d’Inspirations e visualizzate attraverso tre mostre all’interno della manifestazione.
In un epoca come la nostra, di “sovresposizione” il tema della ricerca si sposta sulla ricerca della serenità. Si contrappone all’esibizionismo, alla trasgressione la discrezione e la tranquillità.
Si vuole quindi creare un’intimità domestica in cui la casa nasconda e riveli allo stesso tempo, in equilibrio tra luce ed ombra.
Stark P.
Tra i nomi più importanti nel panorama del design internazionale troviamo Philippe Stark.
Esordisce nel 1968 grazie ai suoi mobili gonfiabili e negli anni ha collaborato con grandissime aziende di svariati campi, si è occupato con successo anche del settore nautico.
Quest’anno si presenta al Maison & Objet con una sedia. Essenziale, elengante.
E’ la Ming Mi. Una fusione di classico e innovativo. In policarbonato trasparente e particolari colorati ha attirato l’attenzione del grande pubblico.
Sempè I.
Pur essendo giovane Inga Sempè ha vinto il Grand Prix de la Crèation 2003 a Parigi ed è poi diventata collaboratrice di grandi nomi come Ligne roser, Baccarat, Pallucco e Cappellini.
Quest’anno ha presentato il suo divano Ruchè (per Ligne Roset).
Questo divano vince anche il Reddot Design Award 2010.
E’ sottile, slanciato e l’imbottitura ne garantisce grande comodità.
L’altezza dello schienale e dei braccioli è identica, quindi si può usare anche lateralmente, sdraiandocisi. Il bracciolo ha cinghie elastiche così da potercisi appoggiare in comfort.
E’ in versione due o tre posti.
La struttura è in faggio massello, con due telai in acciaio per la seduta e schienale. La seduta è in pullmaflex ed i cuscini sono in poliuretano espanso ad alta resilienza Bultex.
NOCC design
Molto interessante la proposta dello studio Naranjo – Orthlieb, che basa la propria idea su un supposto contagio da radiazioni nucleari.
Nasce quindi la Radiation Collection, per ora solo composta da due oggetti, una sedia ed un tavolino.
La sedia è Hypertrophy, con un lungo bracciolo che viene utilizzato per più funzioni, come portare giornali, appoggiarvi abiti.
Il tavolo è Outgrowth Coffè Table, chè una specie di struttura alvare, cava all’interno, di facile uso per porvici oggetti di piccole dimensioni.
La base del progetto non è l’innovazione poiché si parte da tipologie d’arredo esistenti, ma l’idea sta nel modificarle, evolvendole fino a raggiungere risultati di grande interesse.
Masakazu Hori
Crea una collezione di oggettistica per l’arredo della casa che trae spunto dagli animali domestici.
Allora lampade colorate ricercano la forma di piccoli cani, come palloncini creati da clown e la luce è posta sulla coda, sgabelli la cui seduta forma teste di gatto in legno unito ad alluminio.
Cani si trasformano anche in portabicchieri colorati in metallo.
Ma l’oggetto più interessante della collezione è l’Osampo.
Sono degli sgabelli, ma in realtà possono essere oggetti su cui posare i più svariati elementi, che assumono forme ispirate a quattro razze di cani: Labrador, Bulldog, Bassotto e Chihuahua.
Sono realizzati in acciaio e sono disponibili in vari colori.
Misosoupdesign
K workshop è un emblema di semplicità e funzione.
Il gioco tra sinuosità ed eleganza, tra pieni e vuoti è di alto livello. L’obbiettivo è il riutilizzo di angoli vuoti ed infruttuosi nella casa fino a trasformarli in perfette postazioni di lavoro.
Il K è su un unico pannello di legno naturale, curvato e piegato secondo una tecnica che non crea spigoli ma dislivelli. Da cui nascono mensole, ripiani e cassetti.
Lo studio non è solo nel design ma anche nell’egonomia e nella gestione di tutta quella parte anti estetica e funzionale che è il cablaggio.
Joseph Joseph
Un plauso del design va anche all’ingegno di questo designer d’oggettistica per la cucina.
Ecco quindi il Double Dish, un piatto inserito in una coppa, di facile utilizzo per il consumo di olive, frutta secca o di qualsiasi alimento che preveda un rifiuto come semi e noccioli.
Abbiamo anche il Rotary Peeler, che affetta e toglie la buccia a frutta ed ortaggi in modo molto comodo, grazie alle tre lame di impostazione “depilatoria”.
Infine abbiamo il Salad Spoon, cucchiaio e forchetta per servire l’insalata, che possono essere unite grazie alla loro forma complementare ed occupare meno spazio.
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