Di riciclo e di materiali ecologici abbiamo più volte parlato e letto negli ultimi anni. Plastica riciclata, alluminio che viene riutilizzato per realizzare biciclette, legno di recupero, nuovi materiali green rispettosi dell’ambiente, ecc.
L’originalità e la creatività non smettono mai di stupirci, soprattutto quando riescono a proporci soluzioni innovative e inaspettate!
Quello che non avevo mai preso in considerazione è l’originale idea nata dalla creatività di uno scultore estone: riciclare bombe marine per dar vita ad una collezione di arredi e complementi sicuramente poco comune.
Un mix tra artigianato sostenibile e opera d’arte, le sue creazioni non lasciano sicuramente indifferenti gli osservatori e i fruitori di tali oggetti.
Mati Karmin, l’artista autore di tali originalità, progetta elementi d’arredo che hanno un forte valore simbolico: la creatività e il rispetto per la natura lo hanno portato a pensare ad una proposta che potesse trasformare oggetti nati per essere armi di distruzione in elementi ed accessori funzionali, di grande impatto estetico, capaci di rendere unici gli ambienti domestici che se ne doteranno.
Sicuramente non si tratta di una collezione che potrà trovare il consenso da parte di tutti! In effetti, oltre al chiaro e ovvio richiamo allo stile militaresco della linea, forse non tutti si troverebbero completamente a loro agio nel dormire in un letto ricavato dalla vecchia struttura metallica ossidata di una bomba navale.
Resta il fatto che però l’operazione del noto artista è concettualmente nuova e risulta ricca di valori.

Un perfetto mix tra scultura e design, le opere nate dal riutilizzo di residuati bellici si concretizzano in oggetti di arredo
L’idea è nata circa cinque anni fa, quando l’artista si ritrovò a passeggiare lungo la costa della piccola isola di Naissaar, a nord-ovest di Tallinn, capitale dell’Estonia.
L’isola fu, fino a circa una ventina di anni fa, un importante avamposto militare dell’unione sovietica; quando i soldati sovietici abbandonarono la base, distrussero l’intero arsenale di bombe marine, i quali resti ed involucri, vennero abbandonati lungo la spiaggia dell’isola.
La desolazione di quell’immagine della costa deturpata da quei residuati bellici e del forte spirito evocativo che questi elementi sapevano indurre nell’osservatore, fece appunto nascere questa voglia di sperimentazione che sembra rievocare la storia estone della seconda metrà del ventesimo secolo, in una chiave ecologica in perfetta sintonia con le attuali tendenze universali.
Partendo da tre differenti modelli di bombe, due di origine e fabbricazione sovietica, risalenti al decennio tra gli anni Quaranta e i Cinquanta, utilizzati per colpire i sottomarini nemici e uno di mano russa e tedesca, del decennio successivo al modello precedente, che misurano poco meno di un metro di diametro e pesano circa una tonnellata, Karmin ha realizzato l’insolita collezione, la MarineMine.
Essa è composta da elementi differenti e di svariata tipologia, da poltrone a stufe, letti, culle e carrozzine per bambini, acquari e innumerevoli accessori e complementi di arredo domestico.

L'artista messicano Pedro Reyes grazie al suo progetto "Palas por Pistolas" ha raccolto più di 1500 armi per le strade del suo paese
Un modo inusuale ma sicuramente efficace di prendere coscienza di quello che potremmo ottenere dal riciclaggio di materie prime ci è dato dall’opera dell’artista messicano Pedro Reyes, il quale, con il progetto denominato “Palas por Pistolas” – vanghe per pistole – ci fa riflettere sul legame che intercorre tra il “rifiuto” e il “nuovo prodotto derivato” : l’opera ha reso possibile la trasformazione di oltre 1500 fucili, raccolti lungo le strade di una delle città messicane più pervase dalla delinquenza, facendone delle vanghe.
Organizzata una raccolta di pistole nella città messicana di Culiacán, una città con uno dei più alti tassi di morti del paese, il progetto dell’artista prevedeva di offrire in cambio delle armi raccolte dei buoni per l’acquisto di prodotti elettronici ed elettrodomestici: questa trovata ha permesso di raccogliere 1.527 armi.

Il risultato del riciclo delle armi raccolte: vanghe! Il valore simbolico del progetto è forte; le vanghe sono state distribuite a scuole, organizzazioni e associazioni, per piantare alberi, capaci di salvare il mondo!
Anche in questo caso, il progetto ha un forte valore simbolico: dimostra infatti come gli elementi associati alla morte e al dolore possano essere riciclati in oggetti che promuovono la vita e la bellezza.
Dopo la distruzione delle armi raccolte, il metallo è stato isolato, inviato ad una fonderia e poi forgiato per creare le vanghe: le 1527 pistole raccolte si sono trasformate in altrettante vanghe, che sono state successivamente distribuite alle scuole, ai gruppi della comunità e ad istituzioni artistiche per essere utilizzate per piantare 1527 alberi.
Le armi sono divenute strumenti che cambieranno il mondo! Probabilmente si tratta di una delle più simboliche operazioni di riciclo degli ultimi anni.
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