
E' importante,per poter lavorare bene , che lo studio abbia le caratteristiche giuste per la salute.
Lo spazio in cui si lavora, soprattutto se è stato ritagliato nella propria casa ,oltre a dover essere opportunamente attrezzato e posizionato è indispensabile,che si conservi ordinato, funzionale e pulito.
In questo locale spesso finiscono per affollarsi cavi elettrici,computer,stampanti,carta che ,a lungo andare ,potrebbero alterare l’aria che si respira e concentrare una quantità di cariche elettriche sicuramente nocive per la salute.
Ecco perché poche pratiche da rispettare e rinnovare quotidianamente possono evitare la creazione di simili danni.
Il lavoro al computer va interrotto di tanto in tanto per arieggiare la stanza e per disperdere le cariche elettriche accumulate.
L’ideale sarebbe riuscire a mantenere separate ,dall’ambiente in cui si lavora, le fotocopiatrici che invece sarebbe meglio posizionare vicino a finestre per favorire la costante aerazione della stanza.
Vanno controllati anche i filtri per l’ozono della fotocopiatrice affinché non ne immetta troppo nell’ambiente.
L’azienda TESA,a tale proposito , ha messo sul mercato un piccolo sistema per ridurre le polveri sottili prodotte da fotocopiatrici ,stampanti laser e fax che spesso finiscono per coesistere in un locale -lavoro.
Si tratta di un filtro CLEAN AIR che promette di ridurre le polveri sottili fino al 94 per cento e garantisce un tempo di attività piuttosto lungo ,12 mesi, anche contro le polveri sottili più minuscole.
E’ realizzato in un materiale flessibile ,si applica, facilmente , al terminale con un velcro ed è disponibile in tre misure.
L’efficacia di questo sistema è stata premiata dal Centro Europeo per la fondazione di Ricerca per le Allergie con il marchio ECARF (destinato ai prodotti consigliati alle persone allergiche ).
Non solo il pulviscolo delle fotocopiatrici può arrecare danni alla salute ,la polvere in generale che spesso si accumula soprattutto in un ambiente come lo studio.
Ecco perché sarebbe consigliabile ridurre nell’arredamento la presenza di ampie superfici assorbenti come tendaggi, mantovane , moquettes , tappeti , stuoie, tappezzerie di tessuto,librerie aperte.

Troppa carta in un ambiente poco salubre può favorire la formazione di acari e scatenare forme allergiche.
La carta è un materiale assorbente ,che può diventare ricettacolo di acari ,assorbe inquinanti e li rilascia lentamente ,la scelta di stiparne molta in scaffali aperti sarebbe da limitare mentre sarebbe meglio preferire librerie chiuse con vetri.
Indispensabile è una scrupolosa pulizia degli arredi utilizzando acqua e aceto anziché detersivi,arieggiare tutti i giorni e se è possibile soleggiare a lungo.
Spolverare solo con stracci umidi in modo da non disperdere la polvere e utilizzare aspirapolvere a vapore efficienti anziché scope.
In inverno umidificare leggermente gli ambienti e diffondere essenze naturali dalle proprietà balsamiche e battericidi come il bergamotto,il timo,l’eucalipto, la mirra o l’incenso.
Altra pratica efficace sarebbe quella di depurare e ionizzare artificialmente l’aria della stanza.
Numerosi processi naturali agiscono sulle molecole dell’aria ,elettricamente neutre ,scindendole in coppie di ioni di polarità opposte e generando così ioni negativi.
L’aria ionizzata ,cioè ricca di ioni negativi ,comunica una sensazione di vitalità dovuta al maggiore assorbimento di ossigeno da parte del sangue.
Invece negli ambienti chiusi il numero di ioni negativi diminuisce drasticamente.Questo determina una sensazione di affaticamento e ,a lungo andare,anche conseguenze più gravi come depressione ed allergie.
La qualità dell’aria molto inquinata può essere migliorata da apparecchi depuratori e ionizzatori che filtrano meccanicamente l’aria e contemporaneamente emettono ioni negativi.
Si sconsigliano apparecchi che ionizzano l’aria senza depurarla.
La buona manutenzione è estremamente importante:filtri sporchi peggiorano l’aria anziché migliorarla.
E’ importante scegliere apparecchi di qualità,di produttori seri.
I filtri esausti sono rifiuti speciali e quindi non andrebbero gettati in pattumiera.
Se non si vuole ricorrere a questi sistemi allora ci sono le nostre amiche piante che possono darci una mano a depurare l’aria dello studio o dell’ufficio.
A partire dalla felce di Boston che è considerata in assoluto la pianta più indicata per rimuovere dagli ambienti la formaldeide ,addirittura fino a venti microgrammi all’ora.
L’anturio è ideale per eliminare l’ammoniaca ,lo xilene (derivato del petrolio)e il toulene (liquido volatile presente in alcuni tipi do vernici).
Lo spatifillo ,pianta dai fiori bianchi, ”ingordo” di sostanze come acetone,benzene,formaldeide ed ammoniaca come altre piante ,per esempio l’edera variegata,oppure il ficus benjamina o la dracaena marginata.
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